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INFO
In un recente comunicato, l'ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, ania.it) ha ribadito che, a suo avviso, i prezzi rc auto in Italia sono alti perché i costi sopportati dalle imprese di assicurazione sono abnormi, i più alti d’Europa.

La frequenza dei sinistri (pari all’8,6% nel 2009) è secondo ANIA del tutto fuori linea nel confronto europeo e assolutamente anomalo è il numero dei feriti risarciti dalle imprese di assicurazione (oltre 1 milione di persone).

L’anomalia italiana è dimostrata a giudizio dell'ANIA anche dal confronto con la Francia, un paese a cui veniamo usualmente paragonati in quanto i premi di assicurazione sono più bassi dei nostri, pur essendo simile a noi il numero di macchine circolanti, l’impianto normativo, il sistema giuridico e lo sviluppo economico.

In Francia la frequenza dei sinistri è del 4,4%, la metà di quella italiana. Il numero dei feriti è inferiore ai 200.000, un quinto di quelli italiani.

Una differenza di tale portata non è spiegabile per l'ANIA con la migliore qualità delle strade o con la maggiore prudenza dei guidatori francesi. Infatti, le statistiche indicano che in Francia sono morte per incidenti stradali 4.275 persone nel 2008, un valore di poco inferiore al nostro (4.731).



L'ANIA ritiene che le cause principali delle anomalie italiane siano le seguenti:



1. Una legislazione che permette di considerare permanenti microinvalidità che in tutta Europa non sono considerate tali. Nel 2009 le imprese di assicurazione hanno speso 14,9 miliardi per rimborsare i sinistri, ossia 343 euro ad assicurato (c.d. premio puro). Si tratta del valore più elevato in Europa, tra i paesi censiti dal CEA (l’Associazione europea delle imprese di assicurazione). Il valore corrispondente per la Germania è di 223 euro, e per la Francia di 163 Euro.

2. Un praticato della giustizia benevolente verso un uso improprio dell’assicurazione, che finisce con l’avere la funzione di un ingiustificato ammortizzatore sociale.

3. Un inadeguato contrasto delle frodi e delle speculazioni che sono sempre più diffuse.

4. Norme sbagliate e distorsive che impediscono il corretto funzionamento del mercato.

5. Inspiegabili ritardi nell’attuazione della normativa prevista dal Codice delle assicurazioni per la valutazione dei sinistri più gravi.





Sono queste pertanto per l'ANIA le principali motivazioni alla base della recente ripresa della dinamica dei prezzi delle assicurazioni rc auto, che ha interrotto la tendenza alla riduzione osservata nel quinquennio 2005-2009 (-11,6%).

Un livello della frequenza dei sinistri analogo a quello francese e un numero dei feriti corrispondente a quello della Francia potrebbero far scendere i costi per le imprese e i premi pagati dagli assicurati di quasi il 60%.

L’industria assicurativa italiana è ben consapevole della rilevanza sociale della rc auto, soprattutto in questa difficile fase congiunturale per le famiglie, ed è quindi fortemente preoccupata.

È determinata a fare la propria parte, individuando gli ambiti in cui ulteriormente investire per migliorare l’efficienza delle proprie strutture di liquidazione.

Ma ciò non può bastare.

Le inefficienze e le distorsioni sono a parere dell'ANIA esterne al settore assicurativo.

L'ANIA confida quindi che Governo, Parlamento e Autorità valutino a fondo le sue proposte che qui e definiscano, con urgenza e nell’interesse della collettività, gli interventi necessari per porre rimedio ai problemi della rc auto in Italia.



Ecco le proposte dell'ANIA:



Costituzione di un’agenzia pubblica per il contrasto delle frodi. Una forte e coordinata azione di contrasto delle frodi e della diffusa speculazione potrà ridurre significativamente il prezzo dell’assicurazione rc auto. ANIA stima che si potrebbe avere per le imprese e gli assicurati un risparmio dell’ordine del 20%. ANIA conferma che l’industria assicurativa è disponibile ad assumere a suo carico i costi dell’agenzia.

Corretta valutazione delle microlesioni di lievissima entità. Il colpo di frusta di lievissima entità non configura invalidità permanente. Una corretta valutazione medico-legale, coerente con la pratica europea, ridurrebbe di almeno la metà il numero dei casi a cui riconoscere una invalidità permanente, fermo restando il dovuto risarcimento del danno biologico temporaneo e delle spese mediche di riabilitazione. Ne conseguirebbe una riduzione del costo totale dei risarcimenti del 10%, con effetti proporzionali sui premi pagati dagli assicurati.

Approvazione della disciplina sul risarcimento delle lesioni gravi. Il Codice delle assicurazioni prevedeva l’introduzione di una tabella per la valutazione economica anche delle lesioni gravi, in quanto il legislatore aveva ben chiara l’opportunità di garantire su tutto il territorio nazionale un risarcimento del danno che fosse equilibrato, sostenibile e adeguato. A tutt’oggi tale norma non ha trovato applicazione; ne è derivato, sulla base delle decisioni del tribunale di Milano applicate da circa sessanta tribunali, un aumento del 15% degli importi destinati a risarcire le lesioni gravi, con un incremento dei costi complessivi della r.c. auto del 5%.

Eliminazione delle norme riguardanti il funzionamento della scala di bonus-malus. La legge n. 40/2007 prevede che, nel caso di un incidente in cui siano coinvolti due veicoli con una responsabilità del 50% per ciascun guidatore, non scatti il malus a nessuno dei due assicurati. Stabilisce, inoltre, una impropria attribuzione della classe di merito su base familiare. Sono norme che premiano impropriamente chi non lo merita e determinano un aumento del fabbisogno tariffario per la collettività degli assicurati del 3% ogni anno.